Sugar Cane

La nascita del Navy Rum

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La grande flotta lasciò l’Inghilterra in un freddo mattino del Dicembre 1654: 37 navi da guerra e 3.000 soldati al comando del Vice Ammiraglio William Penn e del Generale Robert Venable.

Il suo obiettivo era conquistare una pezzo pregiato dell’impero spagnolo in America, la grande isola di Hispaniola, oggi Santo Domingo. Non era l’ennesima impresa individuale di qualche corsaro o pirata inglese, ma qualcosa di nuovo e di più grande: adesso l’Inghilterra voleva occupare stabilmente un’importante colonia spagnola. L’ambizioso “Western Design” di Oliver Cromwell era in marcia.

Nel gennaio 1655, la flotta arrivò a Barbados, all’epoca la più importante base inglese nei Caraibi. Dopo una breve sosta per imbarcare provviste e nuove truppe, fra cui molti ‘indentured servants’ che volevano fuggire dall’isola, la flotta mosse verso Hispaniola. Qui l’esercito sbarcò per attaccare da terra la città di Santo Domingo. L’attacco fu mal preparato e la reazione degli spagnoli fu forte ed efficace. Dopo una dura sconfitta, le truppe inglesi si ritirarono in disordine e dovettero reimbarcarsi in fretta.

Temendo l’ira di Cromwell per la sconfitta, Penn non volle tornare a mani vuote e nel maggio del 1655 decise di attaccare la grande isola spagnola di Giamaica, all’epoca povera, poco popolata e virtualmente indifesa. Questa volta le difese erano deboli e comunque l’attacco anfibio fu preparato con cura. Presto gli spagnoli furono sconfitti e l’isola occupata.
Questo successo non calmò comunque l’ira di Cromwell per il disastro di Hispaniola, al punto che cadde malato e al loro ritorno in patria spedì Penn e Venable in catene nella Torre di Londra.

E, per quanto ne sappiamo, proprio in Giamaica, nel 1655, il rum fu distribuito per la prima volta a bordo delle navi della Marina Inglese. La cosa avvenne in modo non ufficiale e non abbiamo molti dettagli, ma sappiamo che il rum fu distribuito agli equipaggi al posto dell’abituale razione quotidiana di birra.

Fino ad allora infatti, i marinai inglesi in navigazione avevano abitualmente a disposizione due bevande: l’acqua e la birra. Ambedue erano tenute in botti di legno immagazzinate nelle stive delle navi, un ambiente sporco e insalubre. Spesso l’acqua non era limpida fin dall’origine e comunque si deteriorava sempre rapidamente e diventava imbevibile in poche settimane. La birra era potabile più a lungo, ma diventava amara in poche settimane. E le cose peggioravano con i lunghi viaggi oceanici. <<Niente dispiace di più ai marinai della birra amara>>, si lamentava Lord Howard nel 1588.

Quando le navi erano all’estero, i capitani potevano comprare vino e qualche volta anche brandy, ma erano bevande costose e spesso prodotte da paesi nemici. A Barbados ed in tutte le Indie Occidentali, invece, il rum costava poco, era disponibile in grandi quantità e prodotto da sudditi inglesi. Inoltre il rum occupava meno spazio della birra e soprattutto non si deteriorava, anzi mescolato all’acqua la rendeva bevibile per lunghi periodi.

Così il nostro distillato cominciò a far parte delle abituali razioni dei marinai (e dei soldati) inglesi nelle Indie Occidentali. Ma per decenni la sua diffusione dipese dalle decisioni personali dei capitani , senza nessuna regolamentazione ufficiale valida per tutta la Marina.

Poi, finalmente, nel 1731, le Regulations and Instructions Relating to His Majesty’s Service at Sea stabilirono che “…nelle navi impegnate in viaggi all’estero, deve essere osservato che una pinta di vino o mezza pinta di brandy, rum o arrack, può essere distribuita al posto di un gallone di birra.”

Il Navy Rum era nato.

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